Bitcoin Mania. Sarà la prima moneta globale?

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La crescita continua di Bitcoin in Cina ha portato la moneta digitale ad essere la principale valuta di scambio nel paese. La spinta è arrivata soprattutto da due venture capital che hanno deciso di investire 5 milioni di dollari in BTC China, facendolo diventare il più grande mercato di bitcoin nel mondo. Nei primi giorni di novembre, si sono raggiunti i 60 milioni di dollari di transizioni quotidiane nonostante la volatilità della moneta.

Il 17 novembre, prima dell’investimento in BTC China, il prezzo di un singolo bitcoin è salito da 490 a 569 dollari e il giorno successivo ha raggiunto i 608 dollari. La moneta virtuale ha registrato anche punte di 900 dollari mentre si è verificato che, dopo una costante crescita e in concomitanza con determinati eventi politici ed economici, ha subito un crollo fino ad arrivare a 66 dollari. Per questo i detrattori parlano di una grande bolla e di una moda passeggera che sarà destinata a sparire, invece i sostenitori vedono la nascita di una nuova economia fondata sui bitcoin che andranno a sostituire le valute gestite dalle banche centrali.

Bitcoin è una moneta virtuale che funziona senza l’intermediazione di un’autorità centrale. Il sistema di codici è stato creato nel 2008 da uno sviluppatore conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ed è legato al concetto di cryptocurrency, proprio perché ha determinate caratteristiche come la decentralizzazione e l’uso della crittografia. I bitcoin si conservano in un portafoglio virtuale su smartphone e computer e, ogni volta che si effettua una transazione, un database ne contiene le informazioni. Inoltre il sistema è stato pensato in modo da non superare i 21 milioni di bitcoin in circolazione nel mondo e gli unici in grado di emettere nuova valuta sono gli utenti stessi tramite una rete peer to peer.

Ed è proprio la mancanza di controlli e della supervisione del governo centrale che rende i bitcoin così interessanti per la Cina. «Se si considerano i bitcoin solo da una prospettiva tecnologica – ha dichiarato Bobby Lee, executive officer di BTC China – si comprende che non possono essere regolati. E i cinesi amano questo». I vantaggi riguardano soprattutto gli investitori cinesi che non possono commerciare liberamente in renmnbi (la valuta cinese), a causa dei rigidi regolamenti voluti dal governo.

Ma la domanda ricorrente è: per quanto tempo Pechino deciderà di non intervenire? Sicuramente il governo cinese non potrà tollerare a lungo il commercio in bitcoin, con la possibilità di evasione di capitali, soprattutto in questo momento in cui si vogliono attuare delle riforme per attirare investimenti. Così la Cina è divisa in due correnti contrapposte: chi sostiene il valore di questa moneta digitale e chi vede dei pericoli in termini di sicurezza e quindi il rischio di frodi. Si è già verificato nel caso della Global Bond Limited. Registrata ad Hong Kong, la piattaforma per gli scambi della moneta virtuale ha chiuso a sorpresa con una perdita per gli investitori cinesi di quasi due milioni e mezzo di euro.

Yi Gang, vicegovernatore della Banca centrale, ha dichiarato pochi giorni fa che la Cina non è ancora pronta a riconoscere la legalità della valuta digitale. Intanto nel mondo degli affari, la tendenza è un’altra. Baidu, il più importante motore di ricerca cinese, ha iniziato ad accettare i bitcoin per i suoi servizi, così come la grande piattaforma di e-commerce Alibaba. Sembra infatti che i cinesi considerino i bitcoin come una nuova versione elettronica dell’oro.

Non è solo la Cina a dover fare i conti con questa nuova valuta. Negli Stati Uniti, il Department of Justice e la Securities and Exchange Commission vogliono testare il sistema di pagamento con questa moneta digitale e, una volta verificate le garanzie di velocità e sicurezza, potrebbe essere adottato in futuro. Caratteristiche ancora lontane da raggiungere dato che uno studio della US Federal Reserve Bank di Chicago ha concluso che bitcoin «è libero dal potere dello Stato ma è anche al di fuori della protezione dello Stato». Intanto il fenomeno non sembra arrestarsi, al punto che anche in Italia sta per aprire la Bitcoin Foundation. E la domanda sempre più ricorrente è se bitcoin sarà la prima valuta globale.

Pubblicato originalmente su StartupItalia!

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