500 miliardi per l’ambiente

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Un piano di 500 miliardi di dollari per combattere l’inquinamento. Il governo cinese ha deciso di investire questa cifra stratosferica per la protezione ambientale, una decisione che si configura nel nuovo modello di sviluppo che Pechino sta promuovendo. Come evidenziato dal Rapporto annuale della Fondazione Italia Cina “La Cina nel 2013. Scenari e prospettive per le imprese”, sono stati individuati 7 settori chiave che includono risparmio energetico e protezione ambientale, IT, biotecnologie, produzione di macchinari, energie alternative, nuovi materiali e veicoli ecologici.

L’ambiente ricopre un ruolo fondamentale e gli investimenti stanziati dal governo saranno utilizzati soprattutto in progetti e in tecnologie che permetteranno la prevenzione e la verifica dell’inquinamento atmosferico, il monitoraggio delle fonti di acqua potabile e il controllo degli inquinanti tossici. Zhao Yingmin, direttore generale del Dipartimento di scienze e tecnologie del Ministero per la protezione ambientale ha inoltre annunciato un provvedimento per stabilire una norma nazionale per la qualità delle acque di superficie che dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Il governo ha deciso di correre ai ripari, considerate le proteste sempre più forti da parte della popolazione.

In Cina sulla riva dei fiumi, è possibile vedere donne che lavano gli indumenti e uomini che pescano. L’acqua è così scura e torbida che il primo pensiero riguarda le inevitabili malattie a cui ognuno potrebbe essere soggetto. Così come nelle grandi città, quando la mattina si apre la finestra, spesso non si riescono a vedere i palazzi vicini. Non è colpa della nebbia, è smog. Il tasso di inquinamento della Cina è molto elevato ed è uno dei temi di maggiore dibattito. Per sostenere la veloce crescita economica del paese degli ultimi anni, è stato completamente sacrificato l’ambiente. E oggi se ne pagano le conseguenze perché, se è vero che milioni di cinesi sono usciti dalla povertà, è anche vero che è diminuita l’aspettativa di vita.

Secondo uno studio della National Academy of Science degli Stati Uniti, i cinesi che abitano nel nord del paese vivono in media 5,5 anni in meno rispetto a chi vive nel sud, proprio a causa dell’inquinamento, che spesso supera anche di 20 volte i livelli consentiti. Pechino, Tianjin e la provincia dello Hebei sono le aree più coinvolte dall’inquinamento ambientale, per questo motivo tra gli obiettivi del nuovo piano del governo è prevista una riduzione del 25% delle emissioni entro il 2017. Probabilmente la decisione di mettere un freno all’inquinamento è arrivata anche in seguito al Rapporto sulle condizioni ambientali nel 2012 che dimostravano come il 57,3% delle acque in 198 città erano “cattive” o “estremamente cattive” mentre il 30% dei fiumi principali erano inquinati, Inoltre solo in 27 città su 113 analizzate, la qualità dell’aria raggiungeva gli standard consentiti mentre oltre un milione di chilometri quadrati del paese sono coperti da smog creando gravi problemi di salute a milioni di cinesi. In realtà non si conoscono i dati precisi sull’inquinamento ambientale della Cina perché ritenuti un “segreto di Stato”.

Quindi la situazione potrebbe essere molto più grave di quello che si conosce. Non mancano le proteste della popolazione, soprattutto da quando ognuno può comprare strumenti per misurare il grado di inquinamento e sapere quanto è cattiva l’aria che si respira. Solo nel 2010, per esempio, lo smog ha inciso sulla morte prematura di 1,2 milioni di cinesi. La Cina è diventata il più grande produttore di diossido di carbonio e di emissioni di gas che causano l’effetto serra. L’inquinamento – causato dall’industrializzazione, dal carbone principale fonte di energia e dall’aumento di veicoli in circolazione – secondo la World Bank, ha un impatto sull’economia di 100 miliardi di dollari, circa il 3% del Pil. Una situazione che lo stesso Ministro dell’Ambiente cinese ha definito “imbarazzante”.

ENGLISH VERSION

500 billion for the environment

A 500 billion dollar plan to tackle pollution. The Chinese government has decided to invest this gargantuan sum in protecting the environment, a decision that is detailed in the new development model that Beijing is promoting. As shown by the annual Report of the Fondazione Italia Cina (Italy-China Foundation), “China in 2013. Scenarios and outlook for companies” 7 key sectors have been identified. These include saving energy, protecting the environment, IT, biotechnologies, production of machinery, alternative energy and eco-vehicles.

The environment covers a fundamental role and the funds set aside by the government will be used especially in projects and technologies that allow: the prevention and verification of air pollution, the monitoring of water sources and control over toxic pollutants. Zhao Yingmin, the director-general of the Science and Technology department of the Ministry for Environmental Protection has also announced measures to set a national standard for the quality of surface water, which should become law in 2014. The government has decided to run for cover, in light of the ever-increasing protests of the population.

In China, it’s easy to spot women washing clothes and men fishing along the riverbanks. The water is so dark and murky it makes you think about the inevitable diseases to which all of them could be subject to. The same goes in the big cities, when a window is opened in the morning, you often can’t even see the nearest buildings. The fog isn’t to blame, it’s the smog. The pollution levels in China are very high and it’s one of the most debated topics. In order to sustain the rapid economic growth of the last years, the environment has been completely sacrificed. Today we are paying the consequences, because although it’s true that millions of Chinese are no longer in poverty, it’s also true that life expectancy has decreased.

According to a study by the National Academy of Science in the United States, Chinese people in the north of the country live on average 5,5 years less in comparison to those living in the south. This is due to pollution, which is often 20 times higher than the authorized levels. For this reason, among the government’s new objectives there is a plan to reduce 25% of their emissions by 2017. The decision to put a stop to pollution is probably also due to the Report on environmental conditions that detailed how 57,3% of the waters in 198 cities were “bad” or “extremely bad”, while 30% of the major rivers were polluted. Furthermore, in only 27 out of the 113 cities surveyed did the air quality meet the authorized levels, whilst over a million square kilometres of the country are covered in thick smog creating serious risks to the health of millions of Chinese. In truth, precise data regarding environmental pollution in China isn’t known, as it’s considered a “State Secret”.

Therefore, the situation could be a lot more serious than we know. There’s no shortage of protests by the people, especially since everyone can now buy instruments to measure the level of pollution and find out how bad the air being breathed in is. For example, in just the year 2010, smog had a bearing on the premature death of 1,2 million Chinese. China has become the biggest producer of carbon dioxide and gas emissions, so contributing to the greenhouse effect. According to the World Bank, pollution caused by: industrialization, by coal as the major power supply and an increase of vehicles in circulation, has a 100 billion dollar impact on the economy. This is around 3% of the GDP, a situation that the Chinese Environment Minister has defined as “embarrassing”.

Pubblicato originalmente su StartupItalia!

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