Pechino, il governo punta sull’hi-tech

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Pechino, Shanghai, Shenzhen. Le tre metropoli cinesi, già al centro di numerosi cambiamenti nel corso della storia, ora sono considerate le principali aree della Cina in cui trovare venture capital che vogliono investire in start up. Da diverso tempo, il governo cinese ritiene che l’innovazione e la tecnologia siano gli unici settori in grado di trainare l’economia del paese nei prossimi decenni ed è ben consapevole che gli imprenditori hanno bisogno di fondi per implementare i loro business plan, sviluppare i prodotti e realizzare le idee. Dato poi che in Cina, per fare affari è ancora necessario il supporto e l’autorizzazione delle autorità, non stupisce che molti governi locali, spesso in partnership con privati, siano diventati i principali sponsor di fondi per imprese innovative e che la maggior parte siano concentrati in queste città dove il fermento culturale e le trasformazioni economiche sono in corso da diversi anni.

Oggi vi parlo di Pechino, capitale della Cina con oltre 20 milioni di abitanti, da sempre considerata il centro politico e culturale. Proprio a Pechino è stato creato il primo fondo di venture capital supportato dal governo, il Beijing Technology Development Fund con un investimento di 71 milioni di dollari in 15 imprese. Focalizzato principalmente in tecnologia, l’80% è stato utilizzato nei settori dell’e-commerce, del software e delle telecomunicazioni mentre il rimanente nell’industria delle biotecnologie e dei nuovi materiali. Oggi uno dei leader nel venture capital è la Beijing State Owned Assets Managment Co. (BSAM), fondata dal governo municipale di Pechino per favorire l’espansione delle zone hi-tech e attirare investitori.

La BSAM possiede quasi 47 miliardi di RMB e si occupa di realizzare i principali progetti nella metropoli. Sono diversi i settori in cui è focalizzata: servizi finanziari, hi-tech e manifatturiero, cultura e creatività, sviluppo urbano, protezione ambientale e nuove energie. E’ interessante notare che la BSAM ha deciso di investire in cultura, evidenziando il crescente interesse del governo per questo settore. Pechino è sempre stata considerata un centro culturale molto attivo con un mix di spazi artistici, teatri e festival. Ora la Cina vuole espandersi anche nella produzione e realizzazione di film, così alla fine del 2012, la BSAM ha acquisito per 100 milioni di RMB il 60% del pacchetto azionario della Beijing Shengshi Huarui Movie Studio, collocata tra le prime 16 società cinematografiche della Cina.

Pechino è anche la sede di una delle più prestigiose e selettive università: la Tsinghua University. Nel 2013 si calcola che ci saranno 1.300 studenti laureati, 318 dottori di ricerca e 1.012 giovani in possesso di un master. Il motto di questa università è “Disciplina personale e impegno sociale” e spesso viene paragonata al MIT (Massachusetts Institute of Technology) per l’alta formazione che ricevono scienziati e ingegneri. Per molto tempo il sistema educativo cinese non ha permesso l’insegnamento di materie relative all’economia di mercato ma alla fine degli anni ’90 la Tsinghua University ha reintrodotto alcune materie e ha incentivato gli studi interdisciplinari formando gruppi specializzati in ingegneria civile, meccanica o informatica. Inoltre ha sempre favorito lo scambio e la collaborazione tra la Cina e la cultura occidentale, così sono state portate avanti ricerche con multinazionali come Alcatel, General Electric o Procter & Gamble.

ENGLISH VERSION

Beijing, the government relies on hi-tech

Beijing, Shanghai and Shenzhen. These three huge Chinese cities have already witnessed many changes over the course of history and are now seen as the three main areas of China where you can find venture capital to invest in start-ups. For a while now, the Chinese government believes that innovation and technology are the only sectors that are able to pull the country’s economy over the next few decades and is well aware that business people need funds to implement their business plans, develop new products and turn their ideas into reality. Also given that in China you still need the support and endorsement of the authorities to do business, it is not surprising to see that many local administrations are often working with private companies and have become the main sponsors to fund innovative companies and that most of them are found in these cities where the cultural excitement and economic transformations have been going on for several years.

Today, I’m going to talk about Beijing, China’s capital with its 20 million people that has always been considered the country’s political and cultural focus. It is in Beijing that we find the first venture capital fund supported by the government, the Beijing Technology Development Fund with an investment of $ 71 million over 15 companies. Focussing mainly on technology, 80% of this money has been used in the e-commerce, software and telecommunications sectors while the remainder has been invested in biotechnologies and new material industries. To date, one of the leaders in this venture capital fund is Beijing State-Owned Assets Managment Co. (BSAM), founded by the municipal government in Beijing to support the growth of hi-tech areas and attract new investors.

BSAM owns RMB 47 billion and deals with the main projects in the city. It focuses on several sectors: financial services, high-tech and manufacturing, culture and creativity, urban development, environmental protection and new energies. It is worth noting that BSAM decided to invest in culture, highlighting the government’s growing interest in this area. Beijing has always been considered a very active cultural centre with a wide mixture of art spaces, theatres and festivals. Now, China wants to grow in the production of films; so, BSAM bought 60% of the shares of the Beijing Shengshi Huarui Movie Studio at the end of 2012 for RMB 100 million; this is one of the first 16 film companies in the country.

Beijing is also where one of the most prestigious and choosy universities is based: the Tsinghua University. In 2013, it is estimated that 1,300 students will graduate, 318 will gain a PhD and 1,012 young people will get a Masters Degree. The University’s motto is “Personal Discipline and Social Commitment” and is often compared with the MIT (Massachusetts Institute of Technology) for the superb training its scientists and engineers get. The educational system in China did not allow market economy classes for a long time, but at the end of the 1990s Tsinghua University re-introduced some subjects and encouraged interdisciplinary students to form groups specialising in civil, mechanical or information technology engineering. In addition, it has always encouraged the exchange and cooperation between China and the Western culture, so research has been carried out jointly with multinational corporations like Alcatel, General Electric and Procter & Gamble.

Pubblicato originalmente su StartupItalia!

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