La capitale di Alemanno dimentica la cultura

Per il prossimo sindaco di Roma c’è già un’emergenza pronta da gestire. E risponde alla voce Cultura. Il motivo? Non c’è la copertura finanziaria per le manifestazioni culturali e, pur essendo ormai maggio inoltrato, ancora non è stato approvato il bilancio di previsione.
A lanciare l’allarme è Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura, che senza mezzi termini afferma: «Il Comune di Roma è in bancarotta. È necessario riprogrammare la spesa pubblica e fare dei tagli ma con responsabilità. In questo momento di difficoltà, la scelta migliore era mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori, informarli e trovare soluzioni alternative al problema».

A RISCHIO L’IMMAGINE DELLA CITTÀ
In gioco c’è il sistema complessivo della cultura con un danno incalcolabile per l’immagine della città. Potrebbe saltare il Festival delle Letterature a Massenzio, l’Estate Romana, il Festival del Cinema, oltre ai tagli alle biblioteche e la chiusura del servizio 060606.
«Il Comune non ha liquidità», ha detto Croppi a Lettera43.it. «Siamo sotto elezioni ed è più facile dire che va tutto bene piuttosto che ammettere le difficoltà. È necessario un rinnovamento totale della classe dirigente che abbia a cuore il futuro della città e non un tornaconto personale». L’ex assessore Croppi era un potenziale sindaco fino alla decisione di ritirare la sua candidatura.

Un evento racchiuso nella rassegna dell'Estate romana del 2012

Un evento racchiuso nella rassegna dell’Estate romana del 2012


GESTIONE FINANZIARIA DA RISOLVERE
La situazione di fondo da risolvere riguarda la gestione finanziaria. Per motivi di trasparenza e di legge, il bilancio del Comune di Roma è online. Ma, districarsi tra voci e numeri, è comunque un’impresa ardua.

DISCREPANZA FRA SPESE E ‘IMPEGNI DI SPESA’
C’è un bilancio di previsione, in cui appunto si determinano le previsioni di entrate e uscite, di solito stabilite sui dati dell’anno precedente. Poi la sezione “Impegni” che indica quanto il Comune si è impegnato a pagare, anche se i pagamenti possono avvenire nel corso degli anni futuri. Nella relazione al Rendiconto 2012 di Roma Capitale si legge che, per quanto riguarda il dipartimento Cultura, il totale delle spese ammonta a 96.282.443 nelle previsioni finali e a 94.876.602 nella sezione impegni.

L’ALLARME DI FITCH SUL RATING
Soldi spesi per la realizzazione di attività nel settore artistico e culturale ma che oggi sono a rischio. E non è una novità perché già a gennaio, l’agenzia di rating Fitch lo aveva previsto e confermato il rating di A- al Comune di Roma.
La decisione era stata motivata «dall’aspettativa di Fitch di potenziali pressioni sul bilancio e sulla liquidità comunale derivanti dal rischio di una tardiva adozione del bilancio 2013 e conseguenti misure correttive per ristabilire l’equilibrio di parte corrente nel 2013-2015».

Il Festival delle letterature appeso a un filo
Allo stato attuale, la prima manifestazione che potrebbe saltare è il Festival delle Letterature che si svolge presso la Basilica di Massenzio al Foro Romano. Arrivato lo scorso anno all’XI edizione, il Festival ospita autori italiani e stranieri che sono invitati a leggere testi inediti con l’accompagnamento di attori, musicisti e artisti.

Un momento del Festival delle Letterature dell'anno scorso

Un momento del Festival delle Letterature dell’anno scorso

C’È LA DATA MA TUTTO È BLOCCATO
Il programma è pronto, gli ospiti confermati e la data di inizio stabilita all’11 giugno ma è tutto bloccato. «Siamo in attesa di sapere se c’è la copertura finanziaria», ha spiegato a Lettera43.it Maria Ida Gaeta, ideatrice del Festival e direttrice della Casa delle Letterature.
«Fino a metà aprile ci hanno detto di continuare a lavorare per preparare l’edizione di quest’anno ma se non abbiamo una conferma non ci saranno più i tempi tecnici necessari».

SLITTATA LA DATA D’INIZIO
Dopo aver fatto slittare la data di inizio a giugno, poi il Comune aveva ipotizzato di spostare il Festival addirittura a settembre. «Ho dato parere negativo perché significherebbe perdere la credibilità», conferma Maria Ida Gaeta. «Si poteva anche saltare la manifestazione per un anno ma annullarla ora è un danno di immagine per questa città e si inclinano i rapporti con gli editori e gli scrittori».

NESSUNA COPERTURA PER L’ESTATE ROMANA
L’altra manifestazione in bilico è l’Estate Romana con eventi in diversi luoghi della città.
Umberto Croppi racconta che quando era assessore stabiliva il bilancio a ottobre. «Si tratta di imprese che partecipano ad un bando che di solito ammonta a 2,5 milioni di euro. Il bando è stato pubblicato solo dopo le polemiche degli organizzatori ma, dato che non c’è alcun riferimento ai fondi, mi sembra poco praticabile». La risposta del Comune di Roma arriva da un comunicato in cui si legge che «l’avviso pubblico per l’Estate Romana è stato pubblicato in data 7 maggio nello stesso giorno dello scorso anno», che «l’assenza del bilancio di previsione non comporta la mancanza di copertura economiche», che «come ha ribadito il sindaco Alemanno l’Estate Romana si farà con la solita copertura finanziaria». Fino a dire che essendo un bando, i soldi sono attribuiti in base al punteggio di merito.

I tagli alle biblioteche comunali
Nei giorni scorsi, poi, è stato lanciato l’allarme da Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura di Roma Capitale. In pratica, nel bilancio di previsione del 2012, le biblioteche potevano contare su un contributo di oltre 21 milioni di euro all’anno: ora, invece, si parla di 7 milioni di tagli che potrebbero tradursi nella chiusura di almeno 10 biblioteche comunali.

LE RASSICURAZIONI DI ALEMANNO
Dopo la segnalazione di Mollicone, pare che Alemanno abbia assicurato la copertura economica. Questo però non ha placato il presidente della commissione Cultura. Che ha sottolineato come il sindaco sia intervenuto solo dopo che il problema era stato segnalato. Come se prima la questione non fosse stata presa in considerazione. E per questo Mollicone ha affermato: «In ogni caso, vigileremo sull’attuazione».

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

A RISCHIO IL CALL CENTER DI INFORMAZIONI
A rischio poi il servizio 060606 che offre, 24 ore su 24, informazioni utili sulla città con 1 milione e 200 mila contatti al giorno. A giugno scadrà il bando per il call center e, non essendo stato rinnovato, non sono ancora chiare le sorti dei 160 lavoratori del gruppo Almaviva che gestiscono il servizio.

UN MODELLO DI SVILUPPO PER LA CITTÀ
Una situazione che dimostra come, in un momento in cui le risorse sono poche, sia necessario un intervento più efficace dell’amministrazione. «Roma, che tipo di città vuole essere? Quali sono i suoi asset?», si chiede Michele Gerace, consigliere di amministrazione dell’azienda speciale Palaexpo (ente che gestisce le Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle Esposizioni e la Casa del Jazz, per conto del Comune di Roma). «Bisogna avere una visione e stabilire quale modello di sviluppo seguire nei prossimi 10 anni. Il prossimo sindaco si deve porre come problema quello di avere un ufficio a Bruxelles che lavori costantemente affinché la città sia inserita in un contesto europeo».

ALLA PROVA DEL VOTO
Intanto l’estate si avvicina, così come sono prossime le elezioni del nuovo sindaco, ma nessuna soluzione sembra prospettarsi per gli eventi culturali. Richiamo per i romani e i turisti, oltre che fonte di introiti. Ma forse, meno interessanti per una campagna elettorale.

Domenica, 19 Maggio 2013

Pubblicato originalmente su Lettera43

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