Innovazione, la ricerca arriva da America Latina e Russia

Chi non conosce le Havaianas? Le popolari infradito colorate sono diventate ormai un accessorio di tendenza, al punto che solo nel 2010 ne sono state vendute 200 milioni di paia. All’inizio, erano state pensate solo come una soluzione per permettere ai brasiliani più poveri di non camminare a piedi nudi, proteggendoli così dalle malattie.

La fabbrica in Brasile dove vengono prodotte le Havaianas

La fabbrica in Brasile dove vengono prodotte le Havaianas

UNO DEI PRODOTTI PIÙ CONOSCIUTI
Attualmente sono uno dei prodotti più conosciuti del Brasile, realizzati con un materiale innovativo che ha fatto la fortuna della società Alpargatas.
Forti del loro brand sono anche i prodotti per la sicurezza informatica dell’azienda Kaspersky Lab con sede principale in Russia. Fondata nel 1997 da Eugene Kaspersky; la società ha riscosso nel corso degli anni un crescente successo a livello internazionale e punta a raggiungere 1 miliardo di dollari di fatturato per la fine del 2013.

INVESTIRE IN IDEE INNOVATIVE
Certo, si tratta di prodotti del tutto diversi l’uno dall’altro. Ma in comune hanno qualcosa: entrambi sono nati, cresciuti e concepiti in due mercati spesso tralasciati dalle abituali rotte dell’innovazione: l’America latina e la Russia. Perché anche questi due Paesi hanno compreso che la crescita e lo sviluppo passano, ora più di prima, dalla capacità di investire in idee innovative e in prodotti ad alto contenuto tecnologico.
Con il beneplacito dei governi.

IL PROGRAMMA PER LE IMPRESE
Lo scorso 14 marzo il presidente Dilma Rouseff ha annunciato il Plano Inova Impresa, un programma di investimento per le aziende che vogliono innovare ed essere competitive. È previsto uno stanziamento di oltre 16 miliardi di dollari per il biennio 2013-2014 da utilizzare nel settore manifatturiero, agricolo e tecnologico. Un primo passo accompagnato dalla consapevolezza che non basta sostenere le aziende innovatrici solo con i soldi ma sia necessario creare un ecosistema favorevole, agire per snellire la burocrazia e rivedere i metodi di attribuzione dei brevetti.

L’America Latina che innova: il ‘caso Colombia’

Per colmare il gap con le principali economie hi-tech mondiali, l’America Latina deve adottare diverse misure anche per attirare gli investimenti stranieri, risolvere il problema della povertà e alzare il livello di istruzione della popolazione. Se è vero che la classe media è in crescita e quindi i giovani hanno maggiori possibilità di continuare gli studi, devono ancora migliorare le condizioni per far emergere la futura generazione di scienziati e di ingegneri. Intanto l’America latina ci prova e sono già diverse le realtà presenti, soprattutto in termini di nuove imprese come Bug Agentes Biologicos, che realizza un’alternativa naturale ai pesticidi agricoli o Boo-box, che si occupa della pubblicità sui social media.

MEDELLIN LA CITTÀ DELL’INNOVAZIONE
In modo del tutto inaspettato, Medellin, la seconda città della Colombia, è stata appena nominata “Innovative City of the Year” in un concorso lanciato dal Wall Street Journal e dall’Urban Land Institute, superando addirittura Tel Aviv e New York. Eppure la città era la base di una potente organizzazione di narcotrafficanti, simbolo di violenza per l’alto tasso di omicidi. Cosa ha convinto la giuria? La trasformazione che ha avuto negli ultimi 20 anni, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Si registra infatti una diminuzione della criminalità dell’80% ed è considerata una città sostenibile. Una rete efficiente di trasporti permette di spostarsi dalle periferie ai centri industriali e commerciali. La costruzione di infrastrutture offre nuove biblioteche, parchi e scuole; nelle università si lavora per combattere la violenza e ricostruire la città.

La bandiera colombiana e, sullo sfondo, la città di Bogotà

La bandiera colombiana e, sullo sfondo, la città di Bogotà

IL PARCO DELLA CONOSCENZA A PANAMA
A Panama invece è presente la “città della Conoscenza”, uno dei più innovativi parchi tecnologici del Paese, in cui sono presenti centri di ricerca scientifica e istituti culturali. È nata con lo scopo di implementare progetti per lo sviluppo di tutta l’America latina, è un luogo per promuovere la ricerca e attirare le società che operano nei settori hi-tech. Ovviamente chi ne fa parte ha dei vantaggi come l’accesso ai centri di ricerca scientifici del Paese o a laboratori per le tecnologie innovative, oltre la possibilità di usufruire di strumenti che rendono più semplice il lavoro.

La Russia entra nell’epoca della modernità

Non è da meno la Russia. Preso atto che negli ultimi anni il governo non ha favorito la creazione di un supporto adeguato per l’innovazione e le misure repressive non hanno dato alle aziende la possibilità di svilupparsi in modo competitivo, la Russia ha pianificato una strategia fino al 2020. Gli obiettivi sono molteplici: creare una “classe innovativa”, investire almeno il 3% del Pil in ricerca e sviluppo, rendere il governo più efficiente attraverso l’uso delle tecnologie, collegare la ricerca universitaria al sistema produttivo. Una serie di scelte che servono a trasformare il Paese in un protagonista dell’innovazione a livello globale.

SKOLKOVO, ZONA HI-TECH VOLUTA DA MEDVEDEV
Per ora, il segnale della modernizzazione della Russia è Skolkovo.
Vicino a Mosca, in pochi anni è diventata la principale città hi-tech e una delle zone economiche speciali del Paese. Quattrocento ettari che ospitano una università con 1.800 studenti, 40 centri di ricerca e sviluppo e un tecnoparco con 850 start-up. Inoltre è stata data la massima attenzione allo sviluppo di cinque cluster in specifici settori: biomedicale, It, energia, spazio e nucleare. Non si cerca solo di sviluppare le realtà locali ma anche di creare accordi e partnership con le multinazionali come Microsoft Samsung o Intel. Un progetto voluto dal primo ministro Dmitri Medvedev che nel 2010 decise di finanziarlo con 3 miliardi di dollari, oltre ad altri fondi elargiti in modo indiretto.

La Silicon Valley russa, Skolkovo

La Silicon Valley russa, Skolkovo

UN GIOVANE PER L’HUB DEL TATARSTAN
La corsa verso la modernità della Russia sta portando alla realizzazione di numerose realtà. Una tra queste è la Repubblica del Tatarstan, a 800 chilometri da Mosca, che è ormai un hub dell’innovazione con 150 mila scienziati, ingegneri e professionisti dell’hi-tech. Per esempio, nel settore dei trasporti c’è l’ambizioso progetto di costruire un passaggio per facilitare i collegamenti tra l’Europa e la Cina in modo da ridurre il tempo di percorrenza di almeno tre volte. Un sostenitore della trasformazione del Tatarstan è stato Nikolai Nikiforov, guidando per quattro anni il Centro dell’Information Technology. Nato nel 1982, oggi è ministro delle Comunicazione e dei mass-media della Russia.

Domenica, 14 Aprile 2013

Pubblicato originalmente su Lettera43

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