Arte, con un po’ d’ingegno si batte la recessione

La necessità di aguzzare l’ingegno o dare spazio alla creatività sono le prime dinamiche che si scatenano per reagire ai momenti di crisi. Così musei e operatori del settore della cultura e dell’arte hanno deciso di rimboccarsi le maniche e reinventarsi perché, quando le risorse sono scarse e i budget ridotti, l’unico modo per continuare ad esistere è trovare soluzioni alternative.

Sicuramente è aumentato l’uso di tecnologie e la sperimentazione di idee innovative in modo da raggiungere quanto più possibile nuovi utenti e renderli partecipi, poiché la cultura non deve essere solo ammirata, ma può interagire diventando parte attiva di un progetto.

L'Italia è all'ultimo posto in Europa per la percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura

L’Italia è all’ultimo posto in Europa per la percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura

CULTURA, L’ITALIA NON SPENDE
Gli ultimi dati Eurostat confermano una realtà già nota, cioè che l’Italia è all’ultimo posto in Europa per la percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura, seguita solo dalla Grecia. Un paradosso, se si riflette sul patrimonio presente in questi due Paesi.

Secondo le statistiche si tratta dell’1,1% della spesa pubblica italiana rispetto a una media del 2,2% nei 27 Stati membri dell’Unione europea. Eppure in Italia sono presenti 200 musei statali, 108 aree archeologiche e 4.340 istituti non statali.

Piccole e grandi realtà presenti sul territorio hanno deciso di non aspettare e di rilanciare e valorizzare la cultura e il loro patrimonio attraverso iniziative singolari che potrebbero trovare applicazione anche in altri contesti.

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In Toscana l’Ecomuseo della Val di Merse

Il primo esempio è l’Ecomuseo della Val di Merse, un progetto partecipativo tra cittadini ed esperti per realizzare un portale web. La Val di Merse, in provincia di Siena, è un territorio che unisce la natura incontaminata dei boschi e la ricchezza storica di castelli, abbazie e piccoli borghi di origini romane e medioevali. Nonostante ciò, è un luogo poco noto ai turisti. Da qui è nata l’idea di fare un esperimento di marketing.

L'Ecomuseo della Val di Merse in Toscana

L’Ecomuseo della Val di Merse in Toscana

CONOSCENZE PUBBLICATE ONLINE
Coinvolgendo i cittadini e i giovani laureati, sono state compilate 200 schede per realizzare un sito internet con una mappa che non si limita a elencare i monumenti o i siti archeologici del territorio, ma cerca di ricostruirne la ricchezza nel suo complesso. Le conoscenze della comunità sono state utili per portare alla luce tradizioni, usi e abitudini e far riemergere la memoria dei luoghi.

COINVOLGERE PIÙ TURISTI
Si scopre la carbonaia di Monticiano, che per la produzione del carbone richiamava operai e carbonai da tutta la Toscana; la storia dell’omicidio alla Locanda del Ponte, con aneddoti e storie popolari; l’eremo di Camerata dell’XI secolo. In questo modo, aumenta la visibilità della Val di Merse e i turisti interessati possono scegliere in modo autonomo il percorso da compiere.

La Monnalisa che aspetta i turisti al Museo del Louvre a Parigi

A Palazzo Madama di Torino invece, il problema da risolvere era l’acquisto delle porcellane appartenute alla famiglia Taparelli d’Azeglio. Costo: 80 mila euro. In questo periodo si tratta di una cifra importante per ogni ente museale che voglia potenziare la propria collezione. La soluzione è stata il crowdfunding.

Si partiva da una donazione minima di 2 euro fino a cifre superiori ai 100 euro in cambio, a seconda dell’entità dei contributi, di semplici ringraziamenti sul sito, di biglietti gratuiti alle mostre o di inviti a eventi speciali del museo.
L’obiettivo è stato raggiunto e superato ottenendo la quota di circa 90 mila euro: i soldi in più è previsto servano per il trasporto delle porcellane da Londra a Torino.

La Monnalisa che aspetta i turisti al Museo del Louvre a Parigi

La Monnalisa che aspetta i turisti al Museo del Louvre a Parigi

A PARIGI LA GUIDA DEL LOUVRE
Originale iniziativa di street marketing per il museo del Louvre. Certo con oltre 9 milioni di visitatori all’anno e al primo posto nella classifica dei musei più visitati nel 2012, non avrebbe bisogno di ulteriore pubblicità. La notorietà del luogo è stata lo spunto per crearsi un lavoro.

Una giovane donna, vestita come la Monnalisa, ha deciso di aspettare i turisti alle fermate di metropolitana e autobus e diventare una narratrice in carne e ossa per spiegare la storia del museo, l’opera e Leonardo.
Quando la crisi, appunto, aguzza l’ingegno.

Martedì, 09 Aprile 2013

Pubblicato originalmente su Lettera43

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