Innovazione, una soluzione globale


Innovazione. Ultimamente è una parola abusata, in ogni contesto e circostanza si richiama all’assoluta necessità di innovazione. Sembra ormai l’unica soluzione possibile, dopo anni di crisi. Una crisi economica, sociale e morale che, in modo inevitabile, è sfociata in una diffusa ribellione, imponendo la necessità di cambiare rotta per intraprendere una nuova strada. In un momento di grande disorientamento, l’innovazione è una delle possibili vie percorribili per uscire da una situazione di stallo perché implica la crescita e il consolidamento di un nuovo ordine. La consapevolezza che il mondo stia cambiando velocemente può portare ad una sfida stimolante verso il futuro. Non stupisce dunque che i leader mondiali abbiano deciso di orientare le loro politiche in questa direzione, cercando le soluzioni migliori per aumentare la competitività del proprio paese e per riconsiderare settori spesso dimenticati come l’istruzione e la ricerca.

Lo scorso anno, in un discorso agli americani, Barack Obama parlò dell’innovazione come la chiave per il successo della nazione. “Abbiamo bisogno di innovazione, educazione e ricostruzione,” disse il presidente americano e in molti commentarono che erano parole più adatte ad un imprenditore della Silicon Valley piuttosto che a un capo di governo. Arrivò immediata la replica del presidente cinese Hu Jintao: “La Cina deve realizzare innovazione scientifica e tecnologica, aumentare la qualità dell’educazione, creare un ambiente favorevole per i talenti nei vari settori, incrementare la competizione internazionale”. Una posizione condivisa anche dal Brasile come dimostra la dichiarazione del Ministro per le Scienze, Tecnologia e Innovazione, Marco Antonio Raupp che ha sottolineato come “l’innovazione non è un opzione, è un imperativo. Il futuro del nostro paese dipende dai suoi sforzi creativi”. Di uguale orientamento la strategia sull’innovazione in Russia, un piano di dieci anni che come ha spiegato Putin vuole cambiare “la Russia in un paese che sia preparato a trasformare le idee in prodotti competitivi, a realizzare nuovi progetti e creare posti di lavoro”.

Un’esigenza condivisa ma la questione è: cosa significa innovazione? La parola indica un cambiamento dovuto all’introduzione di sistemi e criteri nuovi. E allora, a ben guardare, non si è mai smesso di innovare. iPad, iPhone e social network sono una serie di strumenti messi a nostra disposizione per connettersi con gli altri, il problema semmai è che, nella moltiplicazione dei mezzi per comunicare, non si è più capaci di interagire e relazionarsi con altre persone. L’innovazione non è legata solo alla tecnologia ma i settori di applicazione comprendono il manifatturiero, il design, l’ambiente, la società. Non bisogna dimenticare che, per portare a termine un processo innovativo, sono coinvolte moltissime persone che ogni giorno lavorano in centri di ricerca, università, piccole e medie imprese, incubatori e start up. Le esigenze e i problemi di questi lavoratori spesso rimangono inascoltati e si trovano a combattere da soli contro gli ostacoli burocratici, organizzativi e infrastrutturali. Per trasformare un’idea in realtà, per valorizzare le eccellenze bisogna favorire le condizioni ottimali e creare un ecosistema pronto ad accogliere il nuovo. E allora viene da pensare che l’innovazione riguarda un ampio raggio di azione e il primo passo da compiere è diffondere la cultura di guardare il mondo in una prospettiva diversa.

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